L'Umbria Fest 2008 è stata un successo.
Un migliaio di persone hanno partecipato ai dibattiti, ai concerti, ai momenti di pura goliardia che hanno ruotato attorno al raduno nazionale di Casapound Italia.
Tutto con lo stile che da sempre ci contraddistingue.
Quello stile che al contrario non è mai appartenuto e mai potrà appartenere a tutta quella pletora di individui la cui tristezza travalica i confini della pietà, sfociando nel disprezzo.
Quegli individui la cui unica ragione d'esistere è seguire, spiare, e sparlare di ogni iniziativa che il nostro movimento mette in essere.
Senza mai entrare nel merito dell'iniziativa stessa, ovviamente.
Piccolezza dell'essere nascosta da un grande occhio, condannato a scrutare la vita e la gioia da un buco della serrattura.
E quando la piccolezza ha l'assurda pretesa di ergersi a giudice di un qualcosa che la sovrasta per storia, pensiero e umanità, vengono partoriti interventi che confermano ed evidenziano ancor più la distanza siderale tra il nostro vivere ed il loro triste sopravvivere.
Ultimo esempio in tal senso, l'articolo riguardante proprio l'Umbria Fest 2008, a firma Paolo Gervasi.
Un articolo scontato e prevedibile che rientra appieno nella logica ammuffita dell'antifascismo del nuovo millennio; quello che ormai, tumulato dalla storia, annaspa sempre più in un quadro sociale dal quale è escluso per semplice selezione naturale, per evoluzione della specie umana, la quale tende giustamente a liberarsi di quelle situazioni che portano al degrado della specie stessa e non alla sua elevazione.
Un articolo, o meglio un j'accuse, nel quale il Gervasi si prodiga addirittura in due righe di critica all'opera letteraria di uno dei più grandi scrittori del secolo scorso: Ezra Pound.
Un'opera che il Gervasi definisce "complessa e problematica".
Certo, detto da chi non passerà alla storia per i propri scritti, - come potrebbe farlo del resto chi scrive di lampioni come Colonne d'Ercole, confonde puttane con sirene, e prende un semaforo per Polifemo(che nella sua mente ha evidentemente tre occhi) - potrebbe lasciare il tempo che trova, ma evidentemente per rendere pubblico un proprio giudizio, si deve essere fortemente convinti delle proprie ragioni.
Ed allora io, Gianluca Iannone, invito e sfido il signor poeta Paolo Gervasi ad un pubblico dibattito sulla figura e sulle opere del Poeta Ezra Pound.
A lui la scelta del dove e del quando.
Io ci sarò e con me, Ezra.
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