In questo mese di settembre aspettavamo trepidanti una qualche comunicazione da parte dell'assessorato al lavoro della Regione lazio in merito alla questione dei 250 lavoratori della Arc di Colleferro messi in mobilità dall'azienda, che è bene ricordarlo fa capo alla multinazionale americana Carlyle.
In questi giorni scade infatti la moratoria che sospendeva la messa in mobilità per 30 giorni; giusto il tempo di consentire agli attori in causa delle serene vacanze al mare.
A tutti, assessore compreso, meno che ai lavoratori, che in questo mese se ne sono stati a casa con la spada di damocle del licenziamento sulla testa.
Invano abbiamo atteso un comunicato, una nota, un segno di vita sulla vicenda. Invece niente.
Finalmente il 10 settembre arriva una nota dell'Assessore al Lavoro del Lazio, Alessandra Tibaldi.
Ma non si occupa dei lavoratori della ARC di Colleferro.
Leggiamo che l'Assessore al Lavoro del Lazio chiede al Sindaco di Roma e al Ministro della Difesa, di non raccogliere l'invito a recarsi presso il "Campo della Memoria" di Nettuno", dove sono raccolte le spoglie dei soldati che si oppossero allo sbarco e all'invasione angloamericana.
Invito che era stato rivolto ai due dalla Presidente nonchè fondatrice del campo, sig.ra Raffaella Duelli.
Una donna che dopo essere stata rinchiusa nei campi di prigionia dei liberatori per essere stata fedele a se stessa, ha dedicato la propria vita al volontariato in mille attività, tra cui quella di raccogliere le salme sparse ovunque dei combattenti della divisione Barbarigo caduti sul fronte di Nettuno, sistemandole in un campo "privato" nelle campagne pontine.
Oggi quel campo è un cimitero militare come ce ne sono a migliaia in tutta Italia, e contenenti purtroppo, le salme di combattenti di tutte le nazionalità.
Ma per l'assessore al Lavoro della Regione Lazio non è così, in quanto la sola presenza del Campo della Memoria "è una vergogna senza fine che offende la coscienza civile e democratica del popolo italiano e
delle popolazioni di Anzio e Nettuno, città martoriate dalla guerra più sanguinosa che la storia ricordi prodotta dall'orrore dei regimi nazista e fascista".
Certo, in un così sontuoso libello si dimentica di sottolineare che le cittadine marinare sono state rase al suolo dalle bombe sparate dalle navi alleate, ma sulle carenze storiche si può sorvolare.
Non si può far passare al contrario l'idea che tale campo venga descritto come un luogo in cui interi battaglioni di SS, tornati dall'inferno, amino passare il loro tempo libero in un turbinio di saluti ed inni al nuovo impero.
Purtroppo per l'assessore, quel luogo, quel cimitero, viene visitato da migliaia di persone in primis i parenti dei caduti, in assoluto e religioso silenzio, come si confà ad un luogo del genere.
Ma di SS immortali non se ne sono ancora viste.
Condividiamo infine l'appello dell'assessore a non strumentalizzare i morti, come restiamo anche noi sgomenti ed indignati dinnanzi all'uso strumentale di chi non c'è più, per meri attacchi politici alla
controparte.
Nel frattempo però, gradiremmo sapere qualcosa che venga dall'assessorato al lavoro del Lazio, anche in merito ai lavoratori della ARC di Colleferro.
Non chiediamo molto e pensiamo di aver correttamente indirizzato la richiesta